Questa terra che possiede l'incanto delle cose semplici , essenziali, conoscerla è anche assaporarne quello che essa può offrire; per gli amanti della buona tavola alla scoperta
di odori, sapori della cucina salentina, che riscopre la specialità, la semplicità, le radici.
IL VINO: Il greco Euripide scriveva: "il vino antitodo di ogni dolore, senza di lui l'amore non vive, ed ogni altra gioia muore". Così la storia dell'uomo nei secoli si intreccia con quella del vino, "mieru" in dialetto talentino, dal latino "merum", cioè vero, schietto, in purezza per distinguerlo da quello greco annacquato.
I tre uvaggi principali del Salento sono: il Negroamaro, il Primitivo, la Malvasia Nera o di Lecce, sono vini autoctoni, questo termine sta a significare che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso.
IL NEGROAMARO: il più antico vitigno che la Puglia sia riuscita a conservare, molti storici ritengono sia stato utilizzato dai Messapi 2500 anni fa, il suo nome deriva dalla denominazione dialettale "Niuru-Maru" (Nero Amaro). Da tempo utilizzato come base dei grandi vini del Salento e dei rosati italiani. Ha un gusto fruttato e rotondo ed una gradazione minima di 13°.
IL PRIMITIVO: Un vitigno che trova oggi il giusto riconoscimento, deve il suo nome alla sua prematura maturazione. Sul mercato in passato era usato come vino da taglio,per altri vini anche importanti, che avevano poca gradazione alcolica. Oggi viene prodotto in bottiglia anche in purezza con ottimi risultati, tanto da farne uno dei vini più richiesti sul mercato nazionale ed estero. La sua prima apparizione sembra risalga al XII sec. ad opera dei Monaci Brasiliani che lo coltivarono proprio in questa zona,da qui si diffuse nell'area Jonico-Salentina. Ha un gusto agro raggiunge minimo i 14°.
LA MALVASIA NERA :Si ritiene che le famiglie delle Malvasie fossero utilizzate in Grecia sin dal XII sec.,per produrre ricercati vini dolci che venivano esportati in tutto il bacino del Mediterraneo, partendo da un unico porto chiamato "Monenvasia",da qui il nome Malvasia; in Italia le malvasie inserite nel Registro Nazionale delle Varietà sono 16, tutte si differenziano dal colore della bacca, per l'identificazione geografica, per la presenza di aromaticità. La variabilità delle caratteristiche ampelografiche delle malvasie italiane è notevolissima.
Le caratteristiche del vino sono di colore rosso tendente al granato con l'invecchiamento. Gusto morbido, vellutato, viene tilizzato nel taglio con il negroamaro per tutti i ROSSI DEL SALENTO.
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